La Tarologa e lo Scrittore: METTICI IL CUORE!

Le carte della settimana sono: l'Appeso, il Giudizio e la Giustizia!

SCRITTORE: Tarologa delle mie brame: attraverso trapianti, protesi e chirurgie riusciremo a vincere della signora velata le fatali chiame?

TAROLOGA: Oh! Era da settimane che attendevo una nuova dimostrazione di poesia sopraffina. Fatali chiame? Non si tratta di una torsione irregolare della lingua italiana?

SCRITTORE: No, no, esiste. Fare la chiama: è quando uno fa l’appello per verificare il numero dei presenti.

TAROLOGA: Vabbè, te la lascio passare. Anche perché, sotto la rima, capto un riferimento al fatto di cronaca più infuocato, anzi, direi accorato, della settimana.

SCRITTORE: Hai intuito bene. Parlo del caso del piccolo Domenico.

TAROLOGA: Mi metto nei panni della madre, poverina: si riesce a trovare un cuore sano e compatibile per il proprio figlio, evento di per sé più unico che raro, e l’intervento non va a buon fine perché durante il trasporto chi doveva provvedere alla conservazione dell’organo non ha preso le precauzioni del caso.

SCRITTORE: Invece di un box medicale dotato di dispositivi di monitoraggio hanno messo il cuore in un comune contenitore. E poi, non si sa perché, hanno usato il ghiaccio secco per mantenere l’organo a bassa temperatura, danneggiando i tessuti in modo irreversibile.

TAROLOGA: Vallo a capire cos’è successo durante quel trasporto.

SCRITTORE: So che c’è poco da scherzare, però mi viene in mente la famosa scena dello scambio dei cervelli nel film Frankenstein Junior. Hai presente?

TAROLOGA: Ora mi chiedi troppo.

SCRITTORE: Quello che intendo è che per quanto la tecnologia medica diventi ogni giorno più sofisticata, dipendiamo sempre da un fattore umano che ci porta a fare i conti con la nostra mortalità.

TAROLOGA: Nasciamo per dover morire, non ci si può fare nulla.

SCRITTORE: Non mi tirerai in ballo il vecchio Heidegger.

TAROLOGA: Il filosofo? Era un tesserato del partito nazista o sbaglio? Quelli con la morte avevano un rapporto privilegiato.

SCRITTORE: Sì, infatti, lasciamo perdere i filosofi. Perché non affidiamo la questione i Tarocchi?

TAROLOGA: Loro sì che la morte l’hanno battuta: provengono da un passato nebbioso e non cesseranno mai di trovare risposte agli interrogativi dell’umanità.

SCRITTORE: Vediamo cosa ci dicono.

TAROLOGA: (Sparpaglia le carte sul tavolo, poi, dal cumulo informe, sottrae il passato, il presente e il futuro).

TAROLOGA: L’Appeso… è la seconda settimana di seguito che apre le danze.

SCRITTORE: Una strana coincidenza.

TAROLOGA: Come sai, le coincidenze non esistono. Quindi, occhi aperti e vediamo come evolve. Ci sono momenti nella storia personale di ciascuno in cui sembra che tutto si blocchi.

SCRITTORE: Come il cuoricino del piccolo Domenico.

TAROLOGA: L’Appeso ci dice che nulla si è interrotto, bensì sospeso. Una sospensione che, invece di trasformare, si è fatta eccesso di stasi.

SCRITTORE: Intendi che se all’inizio poteva sembrare necessario fermarsi, col tempo la sospensione ha smesso di essere fertile?

TAROLOGA: È diventata immobilità. L’Appeso qui non è colui che sceglie consapevolmente di rallentare. La corda che lo sospende diventa col tempo ciò che lo trattiene.

SCRITTORE: Potrebbe essere una malattia che necessita di un intervento esterno. Nel nostro caso, l’intervento del Giudizio.

TAROLOGA: Il Giudizio non arriva come rimprovero, ma come suono che rompe la sospensione. Ti dice “qui, ora”. Non analizza il blocco, lo attraversa. Chiede di reagire, prima che la stasi diventi definitiva.

SCRITTORE: Nel senso che la guarigione da una malattia non dipende solo dall’intervento, ma dalla capacità di reazione del paziente. In tutto questo la Giustizia che ruolo svolge?

TAROLOGA: Lei non fa rumore, però arriva con decisione e precisione. Se osserviamo le immagini il simbolo è potente: abbiamo il passaggio da una corda che trattiene a una corda recisa con decisione dalla lama della Giustizia.

SCRITTORE: Il percorso si chiude con un gesto netto.

TAROLOGA: Non si tratta solo di uscire da una situazione, si tratta di smettere di restare sospesi dentro di essa.

SCRITTORE: C’è una storia che si è stancata di rimanere sospesa dentro di me e vuole venire alla luce.

TAROLOGA: Allora liberiamola dal vincolo.

SCRITTORE: Nick Ashford fin da bambino è affetto da una malattia degenerativa del sangue che, al raggiungere la maggiore età, rende necessario un trapianto. Dopo lunghe ricerche si riesce finalmente a trovare un donatore con un midollo compatibile. L’intervento va a buon fine, Nick arresta il decorso mortale della malattia e inizia una nuova vita. Però non è una vita normale: col passare dei mesi Nick scopre di possedere poteri che lo differenziano dalla media. In particolare, le sue sensazioni vengono amplificate, riesce a immedesimarsi nel “cuore” della persona che gli sta di fronte e a capire quella persona cosa sta provando.

TAROLOGA: Tutta colpa, o merito, secondo il punto di vista, del midollo che gli è stato impiantato.

SCRITTORE: Profondamente scosso da quel cambiamento Nick si mette sulle tracce del misterioso donatore che non solo gli ha permesso di sopravvivere ma lo ha trasformato in una specie di supereroe. Le ricerche si rivelano tutt’altro che agevoli, tuttavia, dopo una serie di peripezie, Nick riesce a scoprire l’identità del personaggio.

TAROLOGA: E chi è?

SCRITTORE: Si chiama, o meglio si chiamava, Elias Grimm. Sì, perché l’uomo è morto in seguito all’operazione di espianto. Ma non solo: il tizio a quanto pare si ricollegava a una stirpe millenaria di origine ultraterrena, detentrice degli stessi poteri che Nick ha ricevuto in eredità. Perlomeno è questa la conclusione a cui Nick giunge al termine delle sue ricerche.

TAROLOGA: Tutti vissero, o morirono, felici e contenti, dunque.

SCRITTORE: No, perché Nick non è il solo ad aver scoperto quell’arcana verità. Ci sono altri personaggi, più loschi di lui, che ambiscono al sangue mistico di Elias Grimm e si sono messi sulle tracce del destinatario del suo midollo.

TAROLOGA: E riusciranno a trovarlo? Sembra proprio che con l’operazione di trapianto Nick sia caduto dalla padella alla brace.

SCRITTORE: Il resto della storia lasciamolo alla fantasia dei nostri lettori.

TAROLOGA: Peccato, diventava intrigante.

SCRITTORE: Troppo cervellotica, forse. C’è bisogno di qualcuno che ci metta un po’ di cuore.

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Mario Abbati

Mario Abbati è nato a Roma nel 1966, laureato in Ingegneria Elettronica e in Filosofia. Come scrittore ha pubblicato saggi, romanzi e raccolte di racconti. Studioso dei Tarocchi, da anni si interessa delle applicazioni di questo strumento alla narrativa. È docente di scrittura creativa presso la scuola di scrittura Genius.

Antonella Busino

Antonella Busino è nata a Caserta nel 1962. Dopo un percorso di studi classici, si è laureata in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma. Studia discipline esoteriche, tra cui i Tarocchi di Marsiglia e l'Astrologia Antica, e ha frequentato il ciclo di formazione presso l'Accademia dei Tarocchi. È anche Counselor radioestesico, formato presso la Società italiana di Radionica e Radioestesia, e operatore della tecnica della Consultazione dell'Angelo secondo il metodo di Igor Sibaldi Insieme a Mario Abbati ha pubblicato il manuale "Inventare storie con I Tarocchi “ (2022, Panda Edizioni): un metodo didattico in cui i Tarocchi di Marsiglia sono impiegati come strumento di sviluppo dell'attività creativa.

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