
Percezione sensoriale… l’alliestesia
La storia di un bambino introverso e di una nonna un po’ troppo zelante

La storia di un bambino introverso e di una nonna un po’ troppo zelante

Nuala e Samantha Malin, madre e figlia, sono estranee non nel solito modo in cui lo sono solitamente le madri e le figlie

Se parli poco sei salvo; se parli troppo, o a sproposito, sei condannato a perire

L’idea era quella di riadattare il libro allo schermo, con Paul McCartney che sarebbe stato Frodo, Ringo Starr avrebbe interpretato Sam, George Harrison faceva Gandalf e il ruolo di Gollum sarebbe andato a John Lennon

I tempi del gioco stanno finendo per Ugo, ora le forme femminili e il segreto celato dalle gonne prendono il posto della playstation.

Il druido consiglia: se la dritta ti giunge da una persona affidabile, pensaci bene prima di voltarle le spalle

Palazzo del Freddo diventa un’enorme Delorean con cui viaggiare nel tempo. I sensi scompaiono per pochi istanti e riappaiono potenti pronti espandersi nel passato, nel presente e nel futuro.

Il linguaggio struttura le relazioni tra noi e gli altri, le parole dicono di noi quello che vogliamo far sapere al mondo. Perdere i suoni in cui siamo cresciuti è il taglio netto con il cordone ombelicale più forte, il nostro territorio emotivo più sacro.

Arthur Opp, a un certo punto della sua vita, ha deciso di rifugiarsi in casa e mangiare. Mangiare in modo compulsivo e spasmodico senza riuscire a smettere.

Una mattina Maria Luisa lo accompagnò in un’agenzia di viaggio e vide che Montale, appoggiato al banco, metteva il piede all’interno come fanno gli orsi. “Mi sei sembrato un orso”, gli disse.

Alzando un po’ lo sguardo, Elisa notò che lo “schermo” sull’avambraccio di Giovanni si stava riaccendendo, come se fosse stato spento. Spinse il naso in avanti indicandolo. “Come hai fatto?”