SCRITTORE: Tarologa delle mie brame, dimmi: vale ancora la pena accapigliarsi dietro la falce, il martello…e il littorio fasciame?
TAROLOGA: Littorio fasciame… Quelli dell’Accademia della Crusca ti metteranno una taglia sulla testa.
SCRITTORE: Cerca di apprezzare i miei sforzi per prolungare la nostra collaborazione.
TAROLOGA: Comunque, nella tua rima mi sembra di aver colto un vago sottotesto politico.
SCRITTORE: Nel fine settimana sono stato a Più Libri Più Liberi, la fiera della piccola e media editoria.
TAROLOGA: Ho sentito che sono scoppiate delle polemiche intorno a quella casa editrice di tendenze filonaziste, come si chiama…
SCRITTORE: Passaggio al Bosco.
TAROLOGO: C’è stata un’insurrezione da parte degli addetti ai lavori.
SCRITTORE: Mi trovavo lì quando tutti gli stand hanno esposto i teli scuri per coprire i libri.
TAROLOGA: Una protesta dall’elevato valore simbolico. Soprattutto, silenziosa.
SCRITTORE: Beh, silenziosa mica tanto. Si è creata una folla che ha cominciato a intonare Bella Ciao. Poi la folla si è spostata di fronte allo stand incriminato e tutti si sono messi a gridare: “Fuori i fascisti dalla fiera! Fuori i fascisti dalla fiera!“.
TAROLOGA: E quelli? I tizi assediati nello stand?
SCRITTORE: Se ne sono rimasti zitti e buoni. Alla minima reazione poteva scoppiare un tafferuglio.
TAROLOGA: È sempre un peccato quando una protesta intelligente degenera nella violenza.
SCRITTORE: Sai, a pochi metri di distanza da Passaggio al Bosco, immerso in una calma ancestrale, c’era lo stand di Edizioni Lotta Comunista.
TAROLOGA: Il rosso è il nero.
SCRITTORE: Mi piacerebbe che in una stessa fiera coesistessero pensieri divergenti, al limite anche folli, come nella Biblioteca di Babele immaginata da Borges, e nessuno si stracciasse le vesti.
TAROLOGA: Se esageri con la repressione, rischi di suscitare l’effetto opposto.
SCRITTORE: Sono passato svariate volte davanti allo stand dei filonazisti, guarda caso era sempre gremito di folla.
TAROLOGA: Tutto quel clamore gli ha fatto pubblicità.
SCRITTORE: Il tema è delicato, ammetto, oscillo da un punto di vista a quello opposto. Per questo vorrei un parere illuminante da parte dalle tue carte magiche.
TAROLOGA: (Senza aggiungere una sillaba sparge gli Arcani Maggiori sul tavolo e, usando esclusivamente la mano sinistra, asporta tre carte trascinandole di fronte a sé).
SCRITTORE: È uscita una carta rovesciata!
TAROLOGA: Procediamo per gradi.
SCRITTORE: S’inizia con quel tipo appeso a testa ingiù.
TAROLOGA: Significa che vieni da un periodo in cui hai dovuto accettare una pausa forzata, una sospensione, qualcosa che non potevi cambiare. È il tempo del sacrificio intelligente: hai guardato le cose da una prospettiva diversa, forse controvoglia, ma hai maturato una visione nuova.
SCRITTORE: Sembra quasi che l’Appeso sia rimasto fermo per capire.
TAROLOGA: Non soffre in quella posizione, ci è arrivato attraverso un processo di evoluzione.
SCRITTORE: Sotto la protezione della Papessa.
TAROLOGA: La Papessa che guarda l’Arcano XII dice “custodisco con cura il tuo processo interiore, sto elaborando ciò che ti si è rivelato, ma senza agire ancora”.
SCRITTORE: Mi fa pensare a un personaggio che si trova nel punto più interiore e silenzioso del suo ciclo vitale.
TAROLOGA: In questa fase stai capendo più di quanto tu stia dicendo; stai osservando, studiando, elaborando. Percepisci la verità ma non la esprimi ancora. L’Appeso con la Papessa è una combinazione fortissima che parla di accumulo di consapevolezza. E si sa, il sapere è potere.
SCRITTORE: E quella Giustizia capovolta al futuro?
TAROLOGA: Ci preannuncia un momento di squilibrio o disallineamento. Potrebbe essere un’ingiustizia subita o vissuta come tale, la difficoltà a farsi riconoscere il giusto valore, un accordo con termini poco chiari oppure la sensazione generale che “qualcosa non torna”. Questa carta ti prepara a un bivio: ciò che è incoerente non potrà più restare tale.
SCRITTORE: Non dovremmo mettere una carta-soluzione sulla Giustizia rovesciata?
TAROLOGA: (Approva con un lieve cenno della testa, poi allunga una mano e sottrae una carta dal cumulo).
SCRITTORE: È uscito il Diavolo!
TAROLOGA: Ciò che più salta agli occhi di questa stesura sono le corde.
SCRITTORE: Hai ragione, ci sono corde nell’Appeso, che lo bloccano, e corde nel Diavolo.
TAROLOGA: Quelle del Diavolo creano dipendenza, vincolano.
SCRITTORE: Però la Giustizia ha in mano una bella spada.
TAROLOGA: Esatto, sta a te riconoscerti il diritto di tagliare questi vincoli. Osa!
SCRITTORE: Oserei raccontare una storia.
TAROLOGA: Scommetto che sarà un romanzo a sfondo politico.
SCRITTORE: No, un horror.
TAROLOGA: Riesci sempre a spiazzarmi.
SCRITTORE: Lo spirito di Adolf Hitler si risveglia dal sonno eterno e decide di reincarnarsi.
TAROLOGA: Oh, diavolo!
SCRITTORE: Però, come Voldemort in Harry Potter, prima di tornare a vivere come essere umano in carne e ossa, l’anima del Fuhrer deve prima materializzarsi in oggetti fisici inanimati.
TAROLOGA: Che genere di oggetti?
SCRITTORE: Libri, per esempio. Così, decide di fondare una casa editrice, Passaggio al Fosco, dove consentire al suo pensiero di circolare prima di tornare ad abitare dentro un cervello umano.
TAROLOGA: Più che horror, trovo questa storia orripilante.
SCRITTORE: Tranquilla, era solo il prologo.
TAROLOGA: Figuriamoci il resto.
SCRITTORE: Nella trama principale Angelo è uno scrittore depresso che nella sua vita non ha fatto altro che accumulare occasioni perdute.
TAROLOGA: Mi ricorda l’Appeso.
SCRITTORE: Dopo che il suo ultimo manoscritto viene rifiutato dagli editori, convinto di essere vittima di un’ingiustizia cosmica, decide di appendere la penna al chiodo. Matura addirittura progetti di suicidio. Ma prima di commettere quell’atto estremo viene contattato da una casa editrice…
TAROLOGA: Passaggio al Fosco?
SCRITTORE: Proprio loro. Che gli propongono un contratto di edizione.
TAROLOGA: E Angelo che fa, accetta? Non la fermare qui, ti prego.
SCRITTORE: Ma non era una storia orripilante? Comunque sì, accetta. Naturalmente, dopo essersi assicurato che Passaggio al Fosco è una casa editrice emergente con ottime referenze e una distribuzione capillare che consentirebbe al suo romanzo di circolare in tutte le librerie. Tuttavia, l’entusiasmo iniziale ben presto subisce le prime flessioni quando gli editor cominciano a pressare Angelo affinché modifichi i temi di fondo della sua storia per farli aderire all’ideologia della casa editrice.
TAROLOGA: Dietro la quale serpeggia l’anima rediviva di Adolf Hitler.
SCRITTORE: Angelo, in sostanza, si trova a dover risolvere un terribile conflitto: rinunciare a una garanzia di successo pur di conservare l’integrità del suo pensiero, oppure cedere ai richiami della notorietà in cambio del tradimento dei suoi ideali?
TAROLOGA: E a questa domanda, suppongo, risponderanno i nostri lettori, se qualcuno si prenderà la briga di continuare la storia.
SCRITTORE: Anche oggi le indovini tutte. Cos’è, hai un diavoletto che ti suggerisce le risposte?
TAROLOGA: No, più che altro ho fretta di tagliare la corda. È passato l’otto dicembre e non ho ancora fatto l’albero di Natale.



