
Parliamo del romanzo “Non ti dirò mai addio” con Alberto Büchi
Conosco Alberto Büchi da più di dieci anni, quando frequentava un corso di scrittura creativa con molto profitto e intanto cercava di vendere agli editori

Conosco Alberto Büchi da più di dieci anni, quando frequentava un corso di scrittura creativa con molto profitto e intanto cercava di vendere agli editori

“Credere in un assoluto magico lo ritengo un buon esercizio che ti fa mettere da parte e ti dispensa dal dare sempre e per forza spiegazioni su tutto. Onnipotenti, onniscienti, onnipresenti, arroganti umani”.

“Questi racconti ai sono accumulati in trent’anni e più, e non pensavo di raccoglierli. Però a un certo punto ho cominciato a dare peso a queste singole storie e a sentire che, per quanto disparate, erano disperate abbastanza per stare in un contenitore”.

“Credo di scrivere fondamentalmente poesia, anche quando decido di raccontare una storia. È l’angelo terrifico di Rilke, o il Mefistofele del Faust di Goethe. Si attraversano inferni per superarli, non per ristagnare nella maledizione”.

“In genere io penso la storia ‘insieme’ ai personaggi che la devono vivere. La cosa a cui tengo di più in ogni caso è la scrittura, e una buona trama ti aiuta a portarla avanti con naturalezza, secondo me”.

“Amo gli stimoli creativi, la diversità, il caos apparente e il mio essere allo stesso tempo anonimo e protagonista”.

«Volevo chiedermi cosa c’è dietro a certe scelte d’amore. Nel libro a un certo punto la chiamo “una crosta che non riesci a grattare, che il sole non la secca e l’aria non la ossigena”».

La parola all’autrice di un romanzo di formazione al femminile in una città di provincia del Lazio, dove all’improvviso in televisione spunta pure un inedito Eddy Merckx.

«La bellezza è ciò che mi fa sentire in armonia con il mondo. Può essere un angolo silenzioso della città, una terrazza su Roma in un giorno di tramontana, le ore trascorse a osservare il mare».

Intervista a un autore ironico, sorprendente, capace di incantare e torturare protagonisti e lettori con dolcezza.

Intervista a uno scrittore che racconta l’animo umano andandone a scandagliare le debolezze e i guizzi.

Intervista a Paolo Restuccia, colonna portante della Scuola Genius e autore del secondo romanzo sulle indagini della giovane filmaker Greta Scacchi.