
“Giorni Futuri” di Gabriella Dal Lago (Einaudi)
In questo romanzo si racconta la bugia del capitalismo occidentale dove nessun impegno ha avuto come ricompensa un lavoro adeguato, un amore stabile.

In questo romanzo si racconta la bugia del capitalismo occidentale dove nessun impegno ha avuto come ricompensa un lavoro adeguato, un amore stabile.

L’ispirazione per questo romanzo con tre voci narranti è l’assedio di Waco, quando dal febbraio all’aprile del 1993 una setta cristiana si è asserragliata nel suo ranch, per resistere all’irruzione dell’FBI.

Una vicenda, tratta da una storia vera, che mostra come vivere da deboli e stranieri ponga l’individuo sempre in condizioni di inferiorità, anche quando è lui a subire violenza.

Un incipit capace di rendere memorabile qualcosa di semplice come una tazza di tè.

In questo romanzo l’evoluzione dei personaggi passa attraverso il trascorrere dell’anno in Irlanda, dalla primavera irlandese fino al Natale, quando i confronti incrociati mettono in mostra la bellezza delle crepe che rendono degno d’amore un essere umano.

L’incipit di uno dei romanzi più conosciuti di un’autrice amatissima.

Una poesia non tradotta, per osservare da vicino il linguaggio di un celebre poeta e drammaturgo statunitense.

L’autore di “Moby Dick”, di avventure, ne ha vissute davvero tante.

Una narrazione che sembra il protrarsi di sequenze oniriche e lisergiche attraversate da una forma di lucidità disturbata, come le immagini che emergono dai sogni.

Fra i volti collezionati, quelli dei comandanti delle SA: è la guerra.

Una poetessa, sua madre, la vita che cerca di riprendere dopo l’esilio.