Weekend “Come si finisce una storia”

Weekend "Come si finisce una storia"

C’è un momento preciso in cui capisci se ciò che stai leggendo è una narrazione memorabile, se ti resterà qualcosa dentro oppure se la lettura fatta fino a quel punto non ti lascerà niente di veramente emozionante. E quel momento è spesso lo scoglio maggiore anche per chi scrive, che si avvicina a quel passaggio senza sapere se riuscirà o meno a narrare quello che veramente vuole, se la montagna dei suoi sforzi partorirà il tradizionale topolino o qualcosa di più. Quel momento è il finale.

Chi scrive, però, sa che scrivere un buon finale non è affatto facile. Sa pure che spesso non è solo il finale la questione difficile da affrontare, ma anche come arriviamo al finale. Si può dire che spesso un buon finale dipende da un buon inizio. E sicuramente anche da un buono sviluppo narrativo. E poi, sarà più adatto un finale drammatico oppure un lieto fine? Il finale che si sta scrivendo è la fine di tutto oppure nella storia c’è ancora spazio per altre narrazioni?

Tante volte, di fronte al finale di un romanzo o di un racconto, il lettore invece di provare la soddisfazione di chi è stato portato per mano fino alla giusta conclusione, si ritrova di fronte a una strada senza uscita. Oppure a una fine sconclusionata, appiccicata per forza da un autore che non sa chiudere le storie. Tutti vorremmo trovare alla fine della storia, una frase efficace come quella di Via col vento di Margaret Mitchell: After all, tomorrow is another day! “Dopotutto domani è un altro giorno!” Oppure le ultime parole di Holden Caulfield nel Giovane Holden: Don’t ever tell anybody anything. If you do, you start missing everybody.  “Non raccontate mai niente a nessuno. Se lo fate, finisce che sentite la mancanza di tutti”. O magari le profetiche espressioni della Coscienza di Zeno di Italo Svevo, così incredibilmente attuali per essere state pubblicate nel 1923: “Ci sarà un’esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie”. Comunque, però, non è solo una singola frase a dare il senso della conclusione di una storia e per arrivare a quella frase, un autore deve dare prova di molta abilità.

Se anche tu hai avuto il dubbio di non sapere come concludere un tuo racconto o romanzo, ti può essere utile questo nostro weekend: “Come si finisce una storia”, una full immersion dedicata al modo in cui gli scrittori portano alla conclusione nel modo migliore le proprie narrazioni letterarie, grazie alla guida di due scrittori che hanno riflettuto lungamente su questi argomenti nella stesura dei propri testi: Tea Ranno e Paolo Restuccia.

 

450,00

Weekend “Come si finisce una storia”

Il 9 e 10 maggio 2026

2 giorni di full immersion con Paolo Restuccia e Tea Ranno, in aula (e online) dalle 10:00 alle 18:00

450,00

Il programma

SABATO 9 MAGGIO DALLE 10:00 ALLE 13:00 – Fine e finale

Sembrano due parole molto simili tra loro, ma in realtà la fine e il finale non sono la stessa cosa, perlomeno in una storia. Partiremo giocando proprio con le parole “fine” e “finale” per capirne il senso e la forza narrativa.

Lettura di brani in cui la fine e il finale sono di grande impatto per il lettore.

Esercizi per comprendere come distinguere la fine dal finale.

SABATO 9 MAGGIO DALLE 15:00 ALLE 18:00 – Incipit, sviluppo e finale

Un buon finale non può non essere il risultato di un buon incipit e naturalmente di un corretto sviluppo della narrazione. Molto spesso, la conclusione di una storia non è abbastanza efficace, non perché il finale sia “sbagliato” o mal realizzato, ma perché è la storia a dover essere cambiata nel suo sviluppo o perfino nel suo inizio.

Perché uno scrittore sceglie talvolta la forma della storia “circolare”?

Certe volte la sorpresa di ritornare alla fine a quello che era l’inizio della narrazione può essere gradita a chi legge. Ma come realizzarla perché non sia semplicemente un meccanismo narrativo, ma abbia un senso profondo nella storia che stai scrivendo?

Lettura di brani che evidenziano il corretto sviluppo dall’incipit alla conclusione.

Esercizi per comprendere come sviluppi alternativi di una storia potrebbero portare a conclusioni differenti.

DOMENICA 10 MAGGIO DALLE 10:00 ALLE 13:00 – Chi chiude la storia

A chi affidare il compito di mettere la parola “fine” alla storia? È il narratore? È il personaggio principale? È un terzo che guarda alla vicenda da un punto di vista diverso?

Nella letteratura le risposte possono essere e sono state nel tempo molteplici, probabilmente ogni autore deve comprendere il miglior punto di vista possibile per rendere la sua storia più efficace. Meglio allontanarsene per guardarla da lontano oppure rimanere intimi al pensiero di un personaggio?

Letture di brani che affidano a diversi punti di vista la conclusione delle storie.

Esercizi per imparare a capire chi può meglio chiudere la tua storia.

DOMENICA DALLE 15:00 ALLE 18:00 – Il lieto fine o la tragedia

Meglio chiudere una narrazione con un lieto fine, oppure portare la vicenda narrata a una conclusione tragica? Dipende dalla storia che stai scrivendo, senza dubbio. Comunque finisca la storia, in mezzo c’è sempre un dramma.

Lettura di brani che comprendono finali lieti o drammatici.

Esercizi per imparare a gestire dramma e leggerezza in un finale.

I Tutor

Paolo Restuccia

Scrittore e regista. Cura la regia della trasmissione Il Ruggito del Coniglio su Rai Radio2. Ha pubblicato i romanzi La strategia del tango (Gaffi), Io sono Kurt (Fazi), Il colore del tuo sangue (Arkadia) e Il sorriso di chi ha vinto (Arkadia). Ha insegnato nel corso di Scrittura Generale dell’università La Sapienza Università di Roma e insegna Scrittura e Radio all’Università Pontificia Salesiana. È stato co-fondatore e direttore della rivista Omero. Ha tradotto i manuali Story e Dialoghi di Robert McKee e Guida di Snoopy alla vita dello scrittore di C. Barnaby, M. Schulz.

Tea Ranno

Tea Ranno, scrittrice, ha pubblicato i romanzi: “Cenere”, (Edizioni e/o 2006), finalista ai premi “Italo Calvino” (2005) e “Berto” (2006), vincitore del premio “Mangialibri” (2006) e “Chianti” (2007); “In una lingua che non so più dire” (Edizioni e/o 2007); “La sposa vermiglia” (Mondadori 2012), vincitore dei premi “Domenico Rea” e “Ciane”; “Viola Fòscari” (Mondadori 2014); “Sentimi” (Frassinelli 2018); “L’amurusanza” (Mondadori 2019), presente nella rosa del “Premio Viareggio” (2019); “Terramarina” (Mondadori 2020), vincitore del “Premio Città di Erice” (2020); “Gioia mia” (Mondadori 2022); "Avevo un fuoco dentro" (Mondadori 2024), "Cuore di cristallo" (Il battello a vapore, 2025).

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Viene ugualmente garantita la massima partecipazione e la correzione degli esercizi.

Le opinioni dei corsisti

Diana Saccucci

Fantastico corso sul romanzo, tutors/editors molto attenti e continua fonte di ispirazione e incoraggiamento, weekend finale col botto col grande Paolo Restuccia. Una bellissima esperienza, molto al di là delle aspettative e occasione di incontro e condivisione con compagni di corso mitici 👍🏼 Assolutamente da provare per credere!

Serena Fantini

È sempre bello imparare qualcosa, lo è di più quando lo fai imparando anche qualcosa su te stesso. Apprezzo il loro metodo perché apre la mente a nuovi modi di vedere le cose, e ti dà modo di trovare la tua voce. Esperienza importante, da fare e rifare.

Annunziata Torella

Avevo una storia nella testa e nel cuore ma non sapevo da dove iniziare a raccontarla. Grazie a Paolo, il tentativo impacciato si è trasformato in narrazione. Adesso anche pubblicata!

Elena Scrivano

Temevo, all’inizio, che gli esercizi da fare mi avrebbero annoiato a morte. Invece, si sono rivelati il punto forte dell’esperienza. Poter contare su gente competente che ti indica dove stai sbagliando e come migliorare è impagabile. E devo dire che i tutor sono stati tutti disponibilissimi e generosi nel dare consigli preziosi. Le lezioni hanno insistito in particolare sul modo di intendere la letteratura ai giorni nostri, senza trascurare quella del passato ed insegnando, prima ancora che a scrivere, a leggere meglio. Ho trovato gli incontri sempre interessanti, fatte salve le preferenze personali per alcuni argomenti e non per altri, grazie a docenti qualificati e attenti alle curiosità dei discenti. Insomma, mi sono felicemente ritrovata in un ambiente dove si parla una lingua che comprendo e mi piace.

Antonietta Toso

La mia esperienza con la scuola di scrittura Genius è legata soprattutto al docente Paolo Restuccia che mi segue da qualche anno. Se scrivere è diventata la mia passione, un esercizio quasi giornaliero, lo devo a lui. La pazienza, l’intuito, il tempo che dedica affinché anche una mezza straniera come me, dato che avevo deposto la lingua italiana in un cassetto australiano, hanno fatto sì che potessi perfino pubblicare il mio primo romanzo. Scrivere, discutere, approfondire, non correre, soffermarsi, dare spiegazioni dettagliate quando serve, comprendere ciò che attraversa l’anima di chi scrive, è quanto più caratterizza il suo metodo d’insegnamento. Lo consiglio a ogni aspirante scrittore che sia (oppure no) alle prime armi.

Simona Mangiapelo

Paolo Restuccia è The Genius, e lo è perchè in maniera inclemente e senza inutili complimenti ti aiuta a capire su quale strada portare le tue idee per scrivere la tua storia. Lui già sa, riesce a vedere oltre, oltre le parole che non scrivi. E quando lo capisci i suoi suggerimenti diventano un dono prezioso, che arricchisce ogni tua pagina. Scrivere con lui ti permette di crescere enormemente. C'è una sola avvertenza della quale, per onestà, mi sento in dovere di metterti al corrente: frequentare i suoi corsi crea dipendenza. Ma di quelle belle, senza tossicità o effetti collaterali. Come dici? Non esistono dipendenze così? Non esistevano, vuoi dire. Questa l'ha inventata lui. Te l'ho detto, Paolo Restuccia è The Genius!

Nunzia Pasqua

Ho appena terminato il corso tenuto da Loredana e Massimiliano e l'ho trovato formativo e interessante. Hanno entrambi una grandissima competenza. La cosa che ho apprezzato maggiormente è il garbo e la naturalezza con cui hanno tenuto le lezioni. Non mi sono mai sentita a disagio nonostante fossi alla prima esperienza. Lo consiglio senz'altro. La supervisione di Paolo Restuccia è il top.

Elena Zambelli

La mia esperienza con la scuola Genius è stata assolutamente positiva, oltre ogni aspettativa. Devo fare un particolare ringraziamento a Loredana Germani e a Massimiliano Ciarrocca perché hanno saputo ispirarmi e hanno fatto sì che un semplice sogno potesse trasformarsi in un progetto. Questo è solo l'inizio di un percorso nel quale confido e spero di averli ancora vicino! Dimenticavo... compagni di corso super!

Cettina Ragusa

Docenti competenti e professionali che sanno fare uscire il tuo potenziale e che ti incoraggiano sempre. Voglio ringraziare tutti coloro che fanno parte della scuola per l'esperienza bellissima, ma soprattutto il professore Martirani e la professoressa Ganzenua per il meticoloso lavoro di editing e la disponibilità. Consiglio la scuola Genius a tutti gli aspiranti scrittori e in generale a tutti quelli che vogliono approcciarsi alla narrativa con maggiore consapevolezza.

Claudia Mereu

Ho scritto il mio romanzo con Paolo Restuccia. È una persona con anni di esperienza che non è solo professionale, ma mette anche il cuore in quello che fa appassionandosi a quello che scrivi come se lo stesse scrivendo lui. Ti segue durante la stesura del romanzo e poi ti accompagna fino alla pubblicazione, con consigli pratici molto utili per un esordiente che non sa come orientarsi nel mondo editoriale. Meglio di così, non si potrebbe avere! Consigliatissimo!

Mariarosaria D'Andria

Genius ti segue, ti sostiene e ti incoraggia. Ti suggerisce senza imporre. Ascolta la tua voce e segue la tua idea con pazienza infinita. Ti sta vicino quando hai dubbi, quando pensi di mollare. Ti mostra cosa non funziona ma non corregge, perché rispetta sempre l’autore. E se ti dice che la tua storia funziona, credici perché non mente mai. Di “Genius” così ce ne sono davvero pochi. Uno è a Roma. Si chiama Paolo Restuccia.

Ernesto Berretti

Questa non è una scuola. È un laboratorio. Un'officina. Una palestra. Chi crea è chi frequenta. E chi trasmette input è la guida, una sorta di Jedi della scrittura. E quando credi di aver trovato la formula migliore... e proprio allora che comincia la salita! Dalla lampada di Genius, ispirazioni, visioni, ``cani da uccidere`` ad ogni costo e cambiamenti inaspettati. Coriandoli di fantasia. Profumi di nuovo. Suoni sconosciuti. Sapori afrodisiaci. Soffici velluti, sete delicate. Applausi.

Simonetta Hofelzer

Mi affido alla professionalità di Paolo Restuccia ormai da anni. Un insegnante appassionato, intuitivo, con un'autorevole competenza nella lettura critica e, cosa ben più rara e affatto scontata o dovuta, una genuina capacità di emozionarsi per la scrittura. Ti segue, indirizza e incoraggia durante tutto il faticoso percorso della stesura di un romanzo, credendoci sempre insieme a te. A volte, quando occorre, anche più di te. Grazie di tutto, Scuola Genius!

Mirella Parisi

Consiglio a tutti questa scuola. Gli insegnanti mi hanno dato tanto e mi hanno permesso di imparare a mettere su carta i miei pensieri in maniera corretta e coinvolgente ed è stato un viaggio fantastico nel mondo delle parole. Saluto il mio tutor preferito di racconti, il bravissimo Luigi Annibaldi, e Paolo Restuccia che mi ha guidata con competenza e grande umanità verso un importante traguardo: un romanzo. Che dire di più? Anche io come altri li adoro e li porto nel cuore.

Clio Letizia Petazzoni

Io sto facendo il corso ora. Un esperienza magnifica! Vorrei che tutti i giorni della settimana fossero mercoledì, giorno della mia lezione. Più imparo e più ho sete di imparare. Una cosa è scrivere, tutta un'altra cosa è scrivere con consapevolezza delle regole della scrittura. È un mondo meraviglioso, dove puoi apprezzare ancor di più la lettura dei libri degli altri. Oggi, riscriverei i miei libri e i miei racconti, sicuramente migliorandoli. I miei insegnanti Genius, sono grandi professionisti, che aprono la mia mente, stuzzicano la mia fantasia, fino a portarmi a percorrere strade e sentieri a me sconosciuti.

Silvana Calcagno

Ho trascorso tanti anni in compagnia di Luigi Annibaldi e Lucia Pappalardo che, passo dopo passo, mi hanno insegnato con pazienza, simpatia e amore, cosa significa narrativa e quanto impegno ci vuole per provare a realizzarla. Un'esperienza intensa e speciale che spero di continuare a vivere e che sicuramente consiglio.

Paola De Donato

Ho frequentato e frequento tutt'ora i corsi di scrittura tenuti da Paolo Restuccia. Con la sensibilità e la professionalità di un gran maestro, Paolo è in grado di dirti con precisione ciò che nel tuo testo funziona o meno, scovando ogni singola parola o segno d'interpunzione fuori posto.

Rebecca Maddonni

"Genius" è una scuola di scrittura fantastica! Docenti, non solo professionali, molto preparati e disponibili, ma anche molto simpatici; lezioni interessanti e di spessore. Grazie agli esercizi stimolanti del percorso completo "Diventa uno scrittore", ho superato la paura del cosiddetto "blocco dello scrittore". [...] Insomma, partecipare al percorso completo della Scuola di Scrittura Genius è stata un'esperienza unica e meravigliosa che ripeterei all'infinito!

Claudia Cipriani

La Scuola di Scrittura Genius ha degli ottimi insegnanti che seguono passo, passo i loro studenti. Sanno creare la giusta atmosfera per catalizzare l'attenzione e condiscono le lezioni anche con un pizzico d'ironia. Non ci si stanca mai di ascoltarli e scoprire il mondo della scrittura creativa tramite il loro aiuto, è stato un viaggio entusiasmante e ricco di sorprese. Grazie.

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