
Imma Vitelli: “Siamo le storie che ci raccontiamo”
Prima di andare all’attacco, mano nella mano, uomini e donne danzavano la dabkeh, una danza tradizionale. Avevano in spalla i fucili che, pure loro, ballavano

Prima di andare all’attacco, mano nella mano, uomini e donne danzavano la dabkeh, una danza tradizionale. Avevano in spalla i fucili che, pure loro, ballavano

Tutte siamo madri, quando abbiamo tutto un futuro di cui prenderci cura. Buona festa della mamma. Buona festa anche a te.

Ci sono vite che partono con il piede sbagliato, ma poi, un volta che si raddrizzano, niente e nessuno le piega più.

Era rimasto ad aspettare l’accensione dei lampioni per poi guardare incantato la luce vivida che pioveva sul selciato

Lo spirito entra in corpo, lo gonfia e lo fa nascere nudo. Dopo un po’ di tempo inizia a capire; allora si vergogna, si sceglie un vestito e diventa un carattere

Non ti precludere un lavoro solo perché ti senti debole: l’importante è iniziare, poi le energie verranno da sé.

Il cliché è un’espressione che viene dal francese ed è di origine onomatopeica, viene dal suono che faceva la matrice metallica nell’incisione tipografica

Rinveniamo qui una poesia che proietta quadri, immagini, sequenze in perenne trasformazione. È la materia delle fiabe ed è la materia dei sogni

Nel racconto c’è tutta la vita del corpo, tanto nella sofferenza e nella fatica, quanto nel desiderio di gioco, di festa, e, più tardi, di passione.

A Odessa essere messicane, con una madre immigrata clandestina e nessun padre, è già un crimine