
“Um” di Helen Phillips – traduzione di Emilia Benghi (Nottetempo)
Un romanzo che racconta un mondo che somiglia al nostro, soltanto un poco peggiore, forse uno dei possibili futuri, una possibilità che sembra sempre più vicina.

Un romanzo che racconta un mondo che somiglia al nostro, soltanto un poco peggiore, forse uno dei possibili futuri, una possibilità che sembra sempre più vicina.

La pelle può essere un cartello di vietato l’accesso o di benvenuto, ma siamo noi a scegliere quello che fanno i nostri corpi, le nostre menti. Non siamo vittime, non siamo esuli, o prigioniere all’interno della nostra stessa pelle.

Un romanzo breve, che racconta il tempo di due stagioni, nel quale viene riprodotto, in uno stile lirico, l’afflato di una coppia desiderosa di rompere gli schemi dentro i quali si è fatta imprigionare.

Persone disgregate e sradicate che creano nuovi luoghi di sicurezza e riposo, dove il giudizio è sospeso e dove puoi iniziare a ricrearti una nuova vita, a volte con un nuovo nome.

La protagonista di questo romanzo ha una passione per i Tarocchi ma deve stare attenta a non lasciarsi sommergere dalle vite delle persone supplicanti che arrivano da lei con domande estreme.

Il blu è uno stato d’animo, un modo di intendere la vita, la compassione, i rapporti frastornati con il mondo, l’amicizia che ci lega ad altri corpi, il desiderio sessuale, magari violento e mozzafiato.

In un’immaginaria comunità del centro America, una serie di morti misteriose lascia una scia di sangue e segna il passaggio tra un passato a vocazione agricola e le spinte attuali verso l’ingresso nel consumismo.

Attorno a una fotografia vediamo pezzi di storie di chi cerca di riparare al dolore, una poetessa, la stessa fotografa, che non si dà pace per non aver aiutato una bambina, lasciata lì dopo lo scatto.

Questa raccolta nomina in modo aperto, per giunta a tutte maiuscole, due questioni umane fondanti: DOLORE e AMORE

È come se in questa poesia i versi corressero e si rincorressero lungo i fili volanti che si lanciano e si tendono, facendo da leganti, tra tempi e spazi