
“Um” di Helen Phillips – traduzione di Emilia Benghi (Nottetempo)
Un romanzo che racconta un mondo che somiglia al nostro, soltanto un poco peggiore, forse uno dei possibili futuri, una possibilità che sembra sempre più vicina.

Un romanzo che racconta un mondo che somiglia al nostro, soltanto un poco peggiore, forse uno dei possibili futuri, una possibilità che sembra sempre più vicina.

Una storia che trascina oltre la perversione, per l’autrice gli esseri umani sono incomprensibili e selvaggi, crudeli e spesso attratti da situazioni che la maggior parte del consesso sociale giudica ripugnante o meritevole di pena ed esclusione.

I sensi si ancorano alla nostra memoria, ci colpiscono, solo quando ci restituiscono emozioni profonde

Fu chiaro a entrambi volessero ucciderlo, ma per i due viaggiatori del tempo risultava meno chiaro il motivo.

Il giovane, lento, strofinò con forza le mani sul viso e quando tirò su la testa per capire la provenienza dello scricchiolio, cacciò un urlo di terrore.

Tutte siamo madri, quando abbiamo tutto un futuro di cui prenderci cura. Buona festa della mamma. Buona festa anche a te.

Ogni attimo serve per vivere quello successivo e quando ce ne dimentichiamo, ci sentiamo miseri, perché ci manca il futuro.

Vorrei che il romanzo del domani fosse uno specchio che non inganna, che non tradisce, che dice la verità

Claudia Colaneri conduce un laboratorio di scrittura collettiva in un centro diurno per disabili adulti con ritardo mentale. La sfida consiste nel trattare temi “alti”