
“Um” di Helen Phillips – traduzione di Emilia Benghi (Nottetempo)
Un romanzo che racconta un mondo che somiglia al nostro, soltanto un poco peggiore, forse uno dei possibili futuri, una possibilità che sembra sempre più vicina.

Un romanzo che racconta un mondo che somiglia al nostro, soltanto un poco peggiore, forse uno dei possibili futuri, una possibilità che sembra sempre più vicina.

Una storia che trascina oltre la perversione, per l’autrice gli esseri umani sono incomprensibili e selvaggi, crudeli e spesso attratti da situazioni che la maggior parte del consesso sociale giudica ripugnante o meritevole di pena ed esclusione.

Il profeta, lacero e con le vesti in fiamme, canta la rovina di un popolo e non di un altro, e quella che per una parte del mondo è una tragedia per un’altra è soltanto una notizia al telegiornale.

Questo libro ti spalanca un abisso e tu ci guardi dentro e vedi altri esseri come te, che vogliono solo sopravvivere. E poi, inaspettatamente, trovi una storia d’amore.

In un mondo disumanizzato, che perde progressivamente ogni forma di bellezza e di solidarietà, l’unico contatto della protagonista di questo romanzo è con un bambino difficile

Tutto accade e continua ad accadere nel mondo libero che è un Eden già tradito e tormentato dal momento in cui la diversità diventa una colpa

Basta ricreare un mondo naturale per essere felici o quantomeno salvi?

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