
L’orologio di Carlo Levi
“Un mormorio indistinto è il respiro della città, fra le sue cupole nere e i colli lontani, nell’ombra qua e là scintillante”.

“Un mormorio indistinto è il respiro della città, fra le sue cupole nere e i colli lontani, nell’ombra qua e là scintillante”.

“Quando era a casa la mamma passava il suo tempo a seguirmi con lo sguardo in silenzio”.

Eppure anche nello squallore “tra quella gramigna inconsapevole”, “il mondo tenace resiste, e la vita sempre pullula”.
I tuoi pensieri, si intrecciano mai ai tuoi ricordi?

Hai mai sognato, letteralmente, di scrivere un libro?

Qual è la forma più evidente di miseria umana colta da Simone Weil?

Qual è il pezzo di passato che vorresti toglierti dal cuore?

Gabriel Márquez si prepara a passare la notte su una seggiola di ferro, nel corridoio centrale di un malandato battello a motore.

Il padre di Carlo Goldoni lo ha destinato alla medicina. Nonostante la madre si lamenti per la scelta del padre. Ma mica puoi separare così un figlio da una madre, non è vero?

Cosa succede se a uno scrittore come Pirandello la calligrafia si fa sempre più illeggibile?

L’8 giugno del 1814 il ventunenne Percy Bysshe Shelley percorre Skinner Street a Londra insieme all’amico Thomas Hogg