
Parliamo del romanzo “Non ti dirò mai addio” con Alberto Büchi
Conosco Alberto Büchi da più di dieci anni, quando frequentava un corso di scrittura creativa con molto profitto e intanto cercava di vendere agli editori

Conosco Alberto Büchi da più di dieci anni, quando frequentava un corso di scrittura creativa con molto profitto e intanto cercava di vendere agli editori

“In questa grande tragedia ho visto la salvezza della poesia, l’elevarsi della letteratura. La purezza e la bellezza stanno nella parola. La parola scava nell’essenza della vita, è un grimaldello che scardina e apre varchi nella moltitudine”.

“È una storia che voglio diventi dei lettori, che nasca da me e arrivi a loro che la possono fare propria. Se ne impossessino. E dare vita al loro ricordo”.

“Attraverso la scrittura ho conosciuto me stessa, ho scoperto e chiarito le mie idee, ho iniziato a trascinarle fuori con decisione e fierezza e ho imparato a decifrare la realtà”.

Una storia avvincente, ma al tempo stesso così densa di immagini, di suoni, di odori, di atmosfere, di riflessioni che ci risucchiano e ci fanno indugiare.

Parla l’autore di un libro che racconta l’incontro in una notte fiorentina con un uomo che dice di essere (o forse è) Carlo Lorenzini.

Parla l’autore di un romanzo autobiografico che diverte e talvolta emoziona, con situazioni quotidiane, scoperte di tutti i giorni, raccontate con una voce credibile di bambino.

Parla l’autore di un libro che raccoglie frammenti di brevi racconti, sguardi personali che tendono a diventare comuni a quelli di chi li legge.

È raro vedere come protagonista un calciatore di grande successo sportivo, che torna a fine carriera per giocare nella squadra di suoi esordi

Un caso forse più unico più raro, solo risposte e nessuno che intervista per il nostro Paolo Restuccia

Parla un autore che si è voluto divertire con le possibilità espressive offerte dalla narrativa

Ascoltiamo un autore di racconti brevissimi, un genere raro ma affascinante