
Uno scrittore può essere l’editor di sé stesso?
Durante la stesura di un romanzo l’autore sarà chiamato a interpretare due ruoli contemporaneamente: quello dello scrittore (che scrive) e quello dell’editor (che corregge). Vediamo come.

Durante la stesura di un romanzo l’autore sarà chiamato a interpretare due ruoli contemporaneamente: quello dello scrittore (che scrive) e quello dell’editor (che corregge). Vediamo come.

Per scrivere un buon romanzo ci vogliono di solito tre cose: una trama forte, un personaggio protagonista che resta in mente, una voce dell’autore ben intonata.

Oggi, cari amici neo-scrittori, torniamo un momento ai criteri di scelta del genere narrativo per il nostro romanzo, per il romanzo che stiamo scrivendo, o abbiamo in mente di scrivere prima o poi.

Oggi parleremo di precisione nella scrittura. E ci chiederemo quando la precisione diventa imprecisione.

Lo scrittore è un egocentrico per definizione, sennò non farebbe lo scrittore!

Le battute ironiche, comiche non vanno mai spiegate, perché a spiegarle perderebbero la loro efficacia e perderebbero il loro senso

Evitate in ogni modo la prosa burocratica, mi sa che già lo abbiamo detto da qualche parte, una delle peggiori insidie dello scrivere non solo narrativo.

Ma, perché scrivere un romanzo autobiografico, di autofiction o un memoir? A che serve?

Uno sguardo su Roma non banale, d’artista, sghembo, mai convenzionale, fra de Chirico e Fellini e altro.

Un incontro che si snoda tra lanci di dadi, scrittura e destino, vite di scrittori e influenze impreviste. Perché il caso gioca un ruolo decisivo nella vita ma pure nei romanzi.

Ne sapete niente dei Biopic? Un film biografico, in cui si racconta la vita, o una porzione di vita, di un determinato personaggio realmente esistito.

A che serve l’autobiografia? Ad agevolare il lavoro dei biografi.