
La perdita dell’innocenza
Qual è il momento in cui hai deciso/capito di essere un artista? O che “da grande” avresti fatto l’artista? Ci avete mai pensato?

Qual è il momento in cui hai deciso/capito di essere un artista? O che “da grande” avresti fatto l’artista? Ci avete mai pensato?

Una domanda fondamentale è per chi si scrive. Provate a pensarci. Insieme al perché si scrive. Ho provato a raccogliere qualche risposta ipotetica

Il personaggio prima di tutto va definito fisicamente: biondo o bruno, grasso, magro, ecc.
Poi si definisce per il carattere – buono/cattivo, aggressivo mite

Oggi parliamo di visione del mondo di uno scrittore, di un artista. Sapete cos’è?

Un “dialogo statico” è un dialogo appunto che non avanza, non fa avanzare la trama, e al contempo non presenta informazioni così necessarie alla nostra storia.

In quel microcosmo pieno di conflitti consci e inconsci, di sentimenti, di ipocrisie, c’è condensato tutto il bene e il male del mondo.

Si possono scrivere pagine significative, emotivamente coinvolgenti, anche quando siamo tristi, parzialmente depressi o scoglionati.

Diventando scrittori diventiamo, volenti o nolenti, dei critici esigenti e rigorosi.

E se il personaggio in questione è un cattivo, se è addirittura “spregevole”? Lo dobbiamo trattare lo stesso con pietas, con compassione?

Quali sono le tre qualità più importanti che deve avere uno scrittore?

Il cliché è un’espressione che viene dal francese ed è di origine onomatopeica, viene dal suono che faceva la matrice metallica nell’incisione tipografica