
La battaglia (da “Il formicaio di Marta”)
Un terreno era disseminato di cadaveri, senza sangue, senza grida.

Un terreno era disseminato di cadaveri, senza sangue, senza grida.

Le piace osservare di nascosto cosa le succede intorno, è così da quando era bambina.

Quel lunedì mattina il dottor Masi, il primario del Pronto Soccorso, si svegliò di pessimo umore.

La scelta del giusto pomodoro può essere una questione di vita o di morte.

Sembrano mansioni da poco, ma si tratta di lavori della massima responsabilità.
Cristina, all’apice di una goduria extracorporea, si trova di fronte a un salvataggio imprevisto.

Basta, Giuseppe Sarentini sarebbe stato per sempre il medico delle puttane.

Trent’anni dopo, tenendola in mano, tenta disperatamente di sentirsi nello stesso modo. Ma non funziona.

Un incidente ha reso Fausto un pezzo di legno. Antonella promette che un siero del colore del mare gli consentirà di nuotare ancora.

Li guardava sognando di essere come loro, anche se gli sembravano essere diventati tutti un po’ stronzi.

Era di pelle bianca, a tracolla. Gliel’aveva portata suo padre dalla Turchia e conteneva tesori e segreti.