
L’ego dello scrittore
Lo scrittore è un egocentrico per definizione, sennò non farebbe lo scrittore!

Lo scrittore è un egocentrico per definizione, sennò non farebbe lo scrittore!

Le battute ironiche, comiche non vanno mai spiegate, perché a spiegarle perderebbero la loro efficacia e perderebbero il loro senso

L’autore di un romanzo sui segreti terribili che si possono nascondere dietro le pareti delle case borghesi

Evitate in ogni modo la prosa burocratica, mi sa che già lo abbiamo detto da qualche parte, una delle peggiori insidie dello scrivere non solo narrativo.

Ma, perché scrivere un romanzo autobiografico, di autofiction o un memoir? A che serve?

Uno sguardo su Roma non banale, d’artista, sghembo, mai convenzionale, fra de Chirico e Fellini e altro.

Come si fa a raccontare una settimana piena di attività, persone interessanti e creatività a qualcuno che non ha potuto viverla in prima persona?

Un incontro che si snoda tra lanci di dadi, scrittura e destino, vite di scrittori e influenze impreviste. Perché il caso gioca un ruolo decisivo nella vita ma pure nei romanzi.

Un editor sa benissimo che la differenza tra professionista e un aspirante scrittore sta nella consapevolezza.

L’errore più grave che si può fare è quello di mandare un libro o un manoscritto a un editore, senza sapere che cosa pubblica in genere.

Ne sapete niente dei Biopic? Un film biografico, in cui si racconta la vita, o una porzione di vita, di un determinato personaggio realmente esistito.

A che serve l’autobiografia? Ad agevolare il lavoro dei biografi.