
A casa di Colette
Questo letto è la mia zattera, sospirò, e io sono una naufraga
La nostra rivista è un giornale digitale di scrittura creativa. Porta alla luce la produzione migliore dei laboratori della Scuola Genius e il racconto della realtà realizzato dai più bravi scrittori, giornalisti, fotografi e filmaker.

Questo letto è la mia zattera, sospirò, e io sono una naufraga

L’idea era quella di riadattare il libro allo schermo, con Paul McCartney che sarebbe stato Frodo, Ringo Starr avrebbe interpretato Sam, George Harrison faceva Gandalf e il ruolo di Gollum sarebbe andato a John Lennon

Una mattina Maria Luisa lo accompagnò in un’agenzia di viaggio e vide che Montale, appoggiato al banco, metteva il piede all’interno come fanno gli orsi. “Mi sei sembrato un orso”, gli disse.

Brancaleone era il nome del paesino, un posto lontano da tutto dove spedire le persone sgradite al regime fascista: questa sarebbe stata la sua dimora per almeno tre anni.

Non aveva molto da lasciare, era solo un matematico con il vizio della poesia, ma finora non si era mai preoccupato in quali mani finissero i suoi versi, il suo cavallo, il suo vino.

“Avevo paura degli estranei, e mio padre era un estraneo”.

Se chiude gli occhi, rivede ancora le bandiere alle finestre delle case nel giorno del suo compleanno.

In una fredda mattina di novembre, una ragazzina vede una coppia alla Giudecca. Lui sembra un JimiHendrix invecchiato; lei, incrociando i magnifici occhi verdi della ragazza, le sorride.

Una semplice casa può diventare protagonista, vivo, delle storie che ci riguardano.

L’amore è la vita, è la cosa principale. Dall’amore si dispiegano i versi, e le azioni, e tutto il resto.

La mattina dell’otto aprile 1954, a casa di Eugenio Montale, in via Bigli, arriva una lettera diversa dalle solite. Cosa avrebbe mai potuto contenere?

Cosa succede a uno scrittore quando gli viene comunicata una notizia importante?