
“Il sorriso di chi ha vinto” di Paolo Restuccia (Arkadia)
Quando leggi questo libro, in un mondo che brucia e divora in maniera precisa molti dei suoi abitanti, ti chiedi, visto che il male è così evidente, dove stia il bene.

Quando leggi questo libro, in un mondo che brucia e divora in maniera precisa molti dei suoi abitanti, ti chiedi, visto che il male è così evidente, dove stia il bene.

Parla l’autore di una saga noir sulle avventure di un boss della mala capitolina arrivata alla seconda puntata.

Intervista all’autore di un’opera che mescola i generi, è un romanzo storico ma anche un romanzo d’inchiesta e un romanzo giallo noir

Le pagine scelte di oggi arrivano dal romanzo di Elena Zambelli e ritraggono la personificazione del male. Un boscaiolo sta per essere ucciso da uno sconosciuto.

Un capolavoro, un archetipo, fondativo del noir americano, che vi incanterà e incatenerà alla visione.

Oggi, cari amici neo-scrittori, torniamo un momento ai criteri di scelta del genere narrativo per il nostro romanzo, per il romanzo che stiamo scrivendo, o abbiamo in mente di scrivere prima o poi.

Se non ci si smarrisce nell’inferno tenebroso del noir è grazie a quella domanda sottintesa, martellante: ci sarà almeno uno che si salva?

Paura, timore, fifa, spavento, strizza, angoscia, panico, terrore. Cinque pillole di scrittura, cinque sfumature di paura.

Gli aneddoti decisivi della vita dei grandi scrittori a cura di Loredana Germani, ora in versione podcast. Se avete gli occhi stanchi, ascoltate.

Ritratto di un’umanità disorientata, costretta ad assumere panni nei quali stenta a riconoscersi.

Parla l’autore di un romanzo nero per le atmosfere, per l’oscurità, per il fatto che il buio gioca una parte decisiva nella storia

L’errore principale che può fare chi scrive polizieschi è quello di strafare.